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Emergenza Climatica in Somalia

07 aprile 2020
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La Somalia, uno Stato tra i più vulnerabili del mondo, è nuovamente balzato in testa alla cronaca per essere stata colpita dalla peggiore epidemia di locuste verificatasi negli ultimi 25 anni.

A favorire la diffusione delle locuste sono gli sbalzi meteorologici connessi al fenomeno del cambiamento climatico.

La popolazione di questi insetti è esplosa a causa di cicloni, piogge insolitamente abbondanti e, in generale, condizioni climatiche estreme. 

Il dato più drammatico è che uno sciame medio di locuste, che contiene fino a 150 milioni di insetti, può consumare l’equivalente di cibo per 35.000 persone al giorno, un dato estremamente allarmante se pensiamo che in Somalia milioni di persone vivono in uno stato di insicurezza alimentare acuta. 

Questa situazione va ad aggiungersi allo stato di emergenza causato dalle inondazioni che hanno colpito la città di Beletweyne, capoluogo della Regione dell’Hiraan, costringendo 273.000 persone ad abbandonare le proprie case. La devastazione delle inondazioni ha colpito tutto e tutti, 45.000 famiglie hanno perso ogni cosa, compresi i campi che rappresentavano l’unica fonte di sostentamento.

La Somalia è uno stato estremamente vulnerabile martoriato dai conflitti interni e particolarmente esposto alle conseguenze del cambiamento climatico, alternando periodi di siccità a piogge intense e devastanti inondazioni. Il risultato di tutto questo è un ambiente a forte rischio di carestie e insicurezza alimentare. Nel paese sono infatti oltre 4 milioni le persone che hanno bisogno di aiuto umanitario, di cui 2,7 non riescono a soddisfare le proprie esigenze alimentari quotidiane.

Cesvi opera in Somalia dal 2007 con progetti che mirano a proteggere la salute, garantire la nutrizione, la sicurezza alimentare e l’accesso all’acqua potabile e a migliorare la capacità della popolazione di reagire agli shock ricorrenti come gli eventi climatici estremi che minano ulteriormente la vulnerabilità delle persone.

News redatta a cura di CesviPh. credits Fulvio Zubiani

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