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E luce fu. Numeri e informazioni su una delle nostre risorse più preziose: l’elettricità!

14 maggio 2020
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La Giornata internazionale della luce indetta dall’Unesco si celebra il 16 maggio di ogni anno perché ricorre in questo giorno l’anniversario l’invenzione del laser realizzata nel 1960 dal fisico e ingegnere Thedore Maiman. Questa celebrazione più in generale vuole valorizzare il ruolo centrale giocato dalla luce e dalle tecnologie luminose nella vita di tutti nelle aree della scienza, tecnologia, cultura, educazione e sviluppo sostenibile. Nell’Agenda 2030 delle Nazioni unite è il Goal 7 a ricordarci che è necessario assicurare a tutti l'accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni.

Infatti, tra le tante risorse che utilizziamo quotidianamente e che diamo per scontato, c’è sicuramente l’energia elettrica. Forse a qualcuno di voi sarà capitato di ascoltare i racconti dei propri nonni che, solo qualche decennio fa, quando erano giovani, non hanno avuto la nostra stessa fortuna di godere dell’elettricità, soprattutto in casa. Bene, pensate che in quelle stesse condizioni si trovano oggi oltre 840 milioni di persone in tutte il mondo, anche se numerosi progressi si sono avuti tra il 2000 e il 2017. In Europa siamo fortunati perché si investe molto non solo nel settore energetico, ma in particolare in quello delle energie rinnovabili.

Un esempio su tutti è quello dell’eolico. Avete presente quelle grandi eliche bianche solitamente poste in cima alle colline o alle montagne? Impianti simili vengono anche posti in mare, offshore, come si dice tecnicamente. La diffusione delle turbine marine, tuttavia, resta molto concentrata a livello geografico: i nuovi impianti sono stati realizzati in soli cinque Paesi, ossia Regno Unito, Germania, Danimarca, Belgio e Portogallo, secondo quanto ci dice l’associazione Wind Europe.

In ottica di produzione energetica, installare le turbine in mare aperto presenta indiscutibili vantaggi: una migliore quantità e qualità del vento, assenza di ostacoli fisici che potrebbero bloccare o condizionare il flusso delle correnti aeree, turbolenza minore, impatti trascurabili sull’habitat naturale e sulle specie marine.

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Responsabilità editoriale e i contenuti dell’articolo sono a cura dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS)

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