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Un pianeta per tutti!

22 aprile 2020
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Il 22 aprile il mondo celebra la Giornata della Terra. Dopo 50 anni dalla prima manifestazione americana, il movimento globale per la Terra non sembra essersi fermato, anzi, oggi più che mai è necessario far sentire la propria voce. Tema di quest’anno, la lotta al cambiamento climatico, la più grande sfida che l’umanità dovrà affrontare nei prossimi anni. Secondo l’UNFCCC (“United Nations Climate Change” o Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite), il cambiamento climatico si definisce come "un cambiamento del clima che sia attribuibile direttamente o indirettamente ad attività umane, che alterino la composizione dell’atmosfera planetaria e che si sommino alla naturale variabilità climatica osservata su intervalli di tempo analoghi".

Secondo l’IPCC (“Intergovernmental Panel on Climate Change” o Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico):

  • Le attività umane stanno incrementando le temperature medie globali di 0,2 °C per decennio (IPCC 2018).

  • Gli eventi meteorologici estremi come tempeste, incendi, inondazioni e siccità, sono aumentati di frequenza e intensità.

  • Complessivamente, il livello medio del mare è cresciuto tra 16 e 21 centimetri rispetto al 1900 (IPCC 2014)

  • Il cambiamento climatico è la più importante minaccia per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDG) entro il 2030.


Tra questi anche l’SDG 2 “Fame zero”, sapresti dirci il perché?



Ebbene sì, il cambiamento climatico ha un impatto negativo sulla sicurezza alimentare e sulla fame, perché modifica la produzione e la disponibilità alimentare, l’accesso al cibo, la sua qualità e il suo utilizzo, così come la stabilità dei sistemi alimentari di tutto il mondo.

Purtroppo i Paesi poveri e in via di sviluppo – pur non essendo tra i responsabili del riscaldamento globale – sono quelli a pagarne le spese perché non hanno le risorse necessarie per affrontare gli effetti del cambiamento climatico e la fame. Che si può fare?

Nella prossima COP26 (“Conference of Parties” ovvero Conferenza delle Parti) prevista a novembre 2020 a Glasgow[1], si discuterà anche di questo. Le misure d’intervento previste dall’Accordo sul clima di Parigi del 2015 non sono più sufficienti: è necessario rafforzare la solidarietà mondiale con le comunità e i paesi più vulnerabili al cambiamento climatico. I paesi considerati “ad alto reddito” devono assumersi la responsabilità di mitigare le cause di questi cambiamenti e aiutare i paesi “a basso e medio reddito”[2]

Con il nuovo progetto di sensibilizzazione e attivazione 1Planet4All Cesvi vuole aumentare la consapevolezza e la conoscenza critica tra i giovani di 12 Paesi europei sul cambiamento climatico come minaccia globale per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) e attivarli come agenti di cambiamento perchè sviluppino azioni concrete per rendere le proprie città più sostenibili, inclusive e climate-smart.

Il progetto è realizzato con il finanziamento dell’Unione Europea, in collaborazione con 14 organizzazioni in 12 Paesi europei: People in Need, Acted, Cesvi, Welthunherhilfe, Concern, Ayuda en Acciòn, 11 11 11, Vida, Convergences, Mondo, Punto.sud, Suedwind, Ceo, People in Need SK 

[1] l'edizione del COP26 prevista per novembre 2020 a Glasgow è stata posticipata al 2021 a causa dell'epidemia di Covid-19

[2] Per approfondimenti: indiceglobaledellafame.org

Contenuto editoriale a cura di Cesvi

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