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Prevenire le malattie curando l’ambiente

16 ottobre 2017
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Tutti sanno che la salute è influenzata dall'ambiente in vari modi: per via delle esposizioni ai fattori di rischio di natura fisica, chimica e biologica e attraverso i comportamenti che si attivano in risposta a tali fattori.



Pochissimi sanno però che una persona su quattro muore a causa dell’inquinamento ambientale. E che a stimarlo non è un’associazione di ambientalisti facinorosi ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che, nella seconda edizione del rapporto “Prevenire le malattie grazie a un ambiente migliore: verso una stima del carico di malattia legato all’ambiente”, avverte:
“Nel solo 2012 sono stati ben 12,6 i milioni di persone decedute perché hanno vissuto o lavorato in condizioni poco salutari.”

La ricerca ha valutato l’impatto di fattori ambientali noti su specifiche malattie e risponde alla fondamentale domanda: “Quante malattie possono essere prevenute attraverso una migliore gestione dell'ambiente?”. Si tratta del contributo più completo e sistematico finora realizzato su quanto i fattori di rischio ambientali prevenibili possano contribuire a un’ampia gamma di malattie e incidenti.



Secondo il Rapporto, la maggior parte di decessi associati a fattori ambientali dipendono da malattie cardiovascolari.

A fare la maggior parte di vittime sono infatti l’ictus (con 2,5 milioni di decessi all’anno) e le cardiopatie ischemiche (con 2,3 milioni di decessi all’anno). Seguono i traumi involontari, le malattie respiratorie croniche, la diarrea, le infezioni respiratorie, i problemi neonatali, la malaria, etc.



A pagare le spese di un ambiente poco sano sono soprattutto i bambini piccoli, sotto ai 5 anni di età, e gli adulti tra i 50 e i 75 anni, più esposti a patologie non trasmissibili. In particolare, nei bambini potrebbero essere prevenuti infezioni respiratorie e diarrea, mentre nella popolazione adulta verrebbe limitata l’incidenza delle malattie non trasmissibili.



L’OMS suggerisce anche alcune strategie per proteggere la salute migliorando le condizioni ambientali:


  • L’uso di fonti di energia alternative per il riscaldamento e l’illuminazione domestica e per cucinare a casa.

  • L’aumento della disponibilità di acqua potabile e un’igiene adeguata.

  • Normative che riducano l’esposizione al fumo passivo.

  • Il riciclaggio dei rifiuti.

  • La riduzione dell’inquinamento atmosferico.

  • La riduzione dell’inquinamento domestico.


Per approfondire questo argomento leggete il Rapporto 



 

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