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La Giornata Mondiale del Suolo (che non smette di perdere alberi)

21 gennaio 2020
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Lo scorso 5 dicembre si è celebrata la Giornata Mondiale del Suolo, istituita dall’ONU nel 2013 per promuovere la sensibilizzazione sui temi ambientali - in particolare riguardanti il suolo terrestre, fondamentale supporto per la vita e la produzione di tutto ciò che ad essa è necessaria. Purtroppo per noi la Giornata Mondiale del 2019 non è stata un’occasione per celebrare degli ottimi risultati in termini di difesa del suolo: anzi, è stato un momento per rendersi conto di quanto milioni di ettari siano andati in fumo in tutto il mondo. Dalla foresta amazzonica in Brasile (oltre 230.000 incendi) all’outback Australiano (circa 8 milioni di ettari bruciati) alla Siberia (4,5 milioni di ettari), l’anno appena passato è stato uno dei peggiori per quanto riguarda la devastazione data dalle fiamme. Per comprendere la reale portata di questa catastrofe, infatti, bisogna rendersi conto dell’impatto che essa ha non solo sulla deforestazione, ma più in generale sulla distruzione di ecosistemi e biodiversità. 

E ciò che è più inaccettabile è la consapevolezza che il più delle volte, dietro queste tragedie, c’è la mano avida o persino inconsapevole dell’uomo - spesso gli incendi sono dovuti all’incuria o al disinteresse delle persone. Di tutti gli impatti negativi dell’uomo sulla terra, quello peggiore lo hanno subito proprio gli alberi: finora abbiamo perso circa la metà del suolo boschivo mondiale (da 6mila miliardi di alberi a circa 3mila), e il ritmo si mantiene costante con circa 15 miliardi di alberi perduti ogni anno.

Se vuoi saperne di più sugli effetti degli incendi in australia guarda questo video

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