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Haiti: l’acqua è il bene più prezioso

16 aprile 2020
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Albert Szent-Gyorgyi, lo scienziato Premio Nobel per la medicina nel 1937, scriveva che “L’acqua è materia e matrice della vita, madre e mezzo. Non esiste vita senza acqua”. Niente di più vero, specialmente guardando alla realtà di Grand’Anse, zona di Haiti dove Cesvi lavora. Qui, dopo il passaggio devastante dell’uragano Matthew, nell’ottobre del 2016, siccità frequenti e acute hanno decimato i capi di bestiame e reso improduttivi i già provati terreni agricoli.

Assenza di acqua potabile significa anche aumento della malnutrizione nei bambini: costretti a bere acqua infetta, sono i più colpiti dalle malattie dette “diarroiche” (tra cui il colera) che portano a ulteriore disidratazione e perdita di sostanze nutritive importanti. Le strutture mediche presenti sull’isola – ospedali, centri di primo soccorso – non sono sufficienti per rispondere adeguatamente a questa emergenza.

L’impegno di Cesvi è quello di garantire acqua potabile a più persone possibili, migliorandone le condizioni di salute. Non solo, è importante che vengano apprese delle tecniche di coltivazione più adatte alle caratteristiche climatiche dell’isola, motivo per cui Cesvi garantisce corsi di formazione gratuiti agli agricoltori così che possano far ripartire la propria attività.

Purtroppo però, proprio nell’area di Grand’Anse, non è solo la carenza di acqua a pesare: molte famiglie non sanno più a chi rivolgersi per l’acquisto di sementi e l’avvio di nuove coltivazioni. Cesvi sta così assistendo 2.000 persone attraverso la fornitura di sementi e attrezzi agricoli per avviare colture (frutta, legumi, tuberi e cereali) in grado di agire sia sui bassi standard nutritivi della popolazione sia sulla ricchezza del suolo. 18

Contenuto editoriale a cura di Cesvi, foto credit Roger Lo Guarro

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