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Goal 4: la sfida per un’istruzione di qualità coinvolge tutti, grandi e bambini

11 marzo 2020
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Le Nazioni unite hanno dichiarato il 24 gennaio la giornata internazionale dell’educazione per ribadire l’importante ruolo che essa riveste per la pace e lo sviluppo.

Le celebrazioni di quest’anno hanno messo in risalto le numerose forme in cui l’educazione rafforza le persone, protegge il pianeta, costruisce prosperità diffusa e alimenta la pace.

Ma se per molti avere il diritto, ma anche il dovere, di andare a scuola sembrerà scontato e a volte anche noioso, forse non tutti sanno che quello dell’istruzione è un diritto fondamentale ancora oggi negato a milioni di bambini e adolescenti in tutto il mondo. Immaginate quanti? Ben 258! È questa la cifra impressionante, calcolata dall’Onu, di bambini e ragazzi nel mondo che non frequentano la scuola: il 60% di questi, inoltre, non raggiunge competenze minime di lettura, comprensione del testo e calcolo: un fenomeno chiamato “crisi di apprendimento”.

I rifugiati, i migranti e le persone con disabilità devono affrontare le sfide maggiori nell’accesso all’istruzione. E anche se negli ultimi 20 anni i Paesi più poveri hanno compiuto enormi progressi nel portare i bambini in classe, i fondi dedicati all’istruzione sono ancora scarsi.

Tra i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, il Goal 4 ci ricorda l’importanza di assicurare un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti.

L’ASviS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile) contribuisce al raggiungimento di questo target realizzando, insieme al Ministero dell’istruzione, la quarta edizione del concorso nazionale “Facciamo 17 goal. Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”. Obiettivo del progetto è promuovere, attraverso la diffusione dell’Agenda 2030, l’educazione allo sviluppo sostenibile e agli stili di vita rispettosi dell’ambiente, dei diritti umani, dell’uguaglianza tra i popoli e le persone, ma anche una cultura di pace e di non violenza, la cittadinanza globale come strumento di lotta al cambiamento climatico, l’innovazione sostenibile e la lotta alla povertà.

Anche l’Unesco, l’organizzazione delle Nazioni unite che si occupa di tutelare la cultura e il patrimonio, porta avanti un progetto nelle scuole chiamato “Edu.” È un programma nazionale di educazione focalizzato sulle tematiche dell’educazione, della comunicazione e informazione, delle scienze naturali, delle scienze umane e sociali e della cultura e che nell’edizione 2020 si è focalizzato sull’Agenda 2030.

Per scoprirne di più leggi gli articoli completi qui.


Responsabilità editoriale e i contenuti dell’articolo sono a cura dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS)

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