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Diritto all’acqua in Palestina

03 ottobre 2018
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diritto all'acquaNei Territori Occupati Palestinesi le infrastrutture idriche sono sottoposte a un regime di autorizzazione che pone dei limiti alluso dellacqua.

Il consumo d'acqua


La situazione politica e la cornice istituzionale hanno influito in negativo sulle capacità da parte delle autorità di affrontare le sfide legate allincremento della popolazione, che dal 1995 è cresciuta di più del 50%.

Il consumo dacqua è considerevolmente sotto il livello ottimale stabilito dallOrganizzazione Mondiale della Sanità. Allo stesso tempo, i servizi idrici di base sono considerati come un fattore a favore della permanenza delle comunità a rischio sfollamento.

Si stima che 150.000 residenti dellArea C (territorio palestinese sotto il controllo dellamministrazione israeliana) siano del tutto o in parte esclusi dallerogazione dei servizi idrici, mentre 35.000 non hanno accesso all’acqua a causa dell’elevato costo dei servizi di trasporto, specialmente durante lestate, quando la situazione richiede interventi di assistenza. Spesso si fa ricorso allimpiego delle acque piovane di dilavamento superficiale, immagazzinate in cisterne sotterranee. La qualità dellacqua è molto scarsa, fattore allorigine di un elevato rischio di contrarre malattie infettive.

Il progetto di Cesvi


Cesvi sta lavorando da alcuni anni nellarea di Massafer Yatta (Governatorato di Hebron, Cisgiordania meridionale).  In particolare in aree tagliate fuori dallerogazione dei servizi idrici. Grazie a una fruttuosa collaborazione con lUniversity of Applied Sciences and Arts Northwestern Switzerland (FHNW), dal 2016 Cesvi ha concentrato i propri sforzi sullo sviluppo di una metodologia di ricerca per valutare l’impiego di sistemi di filtraggio d’acqua domestica in contesti d’emergenza.

Ad agosto 2016 11 comunità – per un totale di 1.000 persone sono state pre-selezionate per lo studio. A settembre 2017 ha avuto inizio lidentificazione e il processo di valutazione di 150 nuclei familiari delle comunità prescelte.

Durante la fase iniziale sono stati raccolti dati sui comportamenti e le preferenze legati alluso dellacqua, degli impianti e delle pratiche igieniche di ogni famiglia.

I risultati


A oggi, Cesvi ha portato a termine la raccolta di dati sui 150 nuclei, e ha distribuito 130 dei 150 filtri totali.

Dopo linstallazione lo staff si è occupato di formare le persone sulluso corretto dei filtri, e di effettuare dei test dintegrità per il controllo del funzionamento dei prodotti.

Il filtraggio domestico


Le famiglie terranno i filtri in prova per quattro mesi, per poi ricevere un altro tipo di filtro in modo da poter confrontare i due prodotti, scelti casualmente. In occasione delle sei visite di monitoraggio lo staff misura la qualità e il flusso dellacqua, osserva luso dei filtri, si informa sullandamento dellesperienza attraverso interviste aperte e strutturate, e risponde a qualsiasi domanda degli utenti. 

Approfondimenti


Il progetto Household Water Filters Evaluation” è supportato dallo Humanitarian Innovation Fund di Elrha, un programma di finanziamento che mette a disposizione di organizzazioni e individui strumenti per identificare, alimentare e condividere soluzioni riproducibili alle sfide più pressanti che unefficace assistenza umanitaria deve affrontare.


LHIF è finanziato da aiuti governativi del Regno Unito e dallAgenzia Internazionale Svedese per lo Sviluppo (SIDA).

Visita www.elrha.org per avere più informazioni sul lavoro che Elrha porta avanti per migliorare i risultati dellassistenza umanitaria, attraverso ricerca, innovazione e promozione di partnership.

Per approfondimenti sul lavoro di Cesvi 

 

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