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Diritti sempre in primo piano. Le voci da ActionAid Palestina

27 aprile 2020
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Oggi vogliamo spingerci fuori dai confini dell’Italia e raccontarvi cosa sta succedendo in Palestina, tramite le parole e gli occhi dei nostri colleghi e delle nostre colleghe, attivi sin dal primo giorno del lockdown da Covid19.

ActionAid ha iniziato a operare nei territori palestinesi occupati nel 2007, realizzando iniziative in Cisgiordania (Area C) destinate a fasce di popolazione vulnerabili: la carenza di servizi di base, come la fornitura di acqua e corrente elettrica, la carenza di opportunità di sviluppo economico e sociale e i bassi redditi pro capite legati allo scarso accesso al mercato del lavoro hanno conseguenze drammatiche sulla vita della popolazione. Nei territori palestinesi occupati le limitazioni in termini di libertà di movimento e organizzazione, i continui rischi di demolizioni di case e di altre infrastrutture oltre che l’evacuazione forzata, l’assenza di opportunità educative e possibilità di lavoro, spinge moltissimi giovani ad abbandonare le comunità di origine.

Per approfondire la storia del paese e il lavoro di ActionAid Palestina vi invitiamo ad approfondire qui.  

Dalla fine di febbraio, lo staff di ActionAid Palestina sta lavorando per sviluppare un piano di risposta efficace all’Emergenza Covid19, che come sappiamo, oltre che sul piano sanitario, è un’emergenza sociale: il lockdown e le misure di prevenzione colpiscono in particolare le fasce di popolazione più fragili, in Italia e ancor di più in altri paesi come appunto la Palestina, dove la situazione economico-sociale è di per sé più complessa. Questa risposta preventiva e alimentare mira a proteggere le comunità più fragili, a rafforzare la loro resilienza e la loro sicurezza alimentare per contrastare l'impatto di questo virus. Nel breve periodo, rispondere alle esigenze di queste comunità attenuerà gli impatti sociali ed economici causati dall'isolamento totale e dall'insicurezza alimentare, contribuendo anche agli sforzi nazionali per combattere questa pandemia nei territori palestinesi occupati (oPt).

Il piano contribuisce inoltre a promuovere il ruolo delle donne e dei giovani nelle azioni di preparazione e risposta all’emergenza, che capitalizza al tempo stesso la loro leadership e la loro influenza attraverso lo spazio decisionale esistente.

Il direttore nazionale di AAP, Ibrahim Ibraigheth ha detto: "Chiediamo di consolidare gli sforzi nazionali con gli sforzi delle forze politiche, delle organizzazioni della società civile e del settore privato per combattere questa pandemia".

La prima mappatura di bisogni effettuata dai colleghi insieme ai partner locali stimava l’urgente necessità di fornire kit igienico-sanitari, cibo e supporto psico-sociale, in particolare a donne e ragazze, a circa 1.700 famiglie. ActionAid Palestina si è immediatamente attivata per formare e attivare 27 gruppi di giovani, creati negli ultimi due anni a Hebron e Betlemme, per un totale di circa 580 tra ragazze e ragazzi, per:

  • Lanciare campagne social tramite i loro personali account per informare e accrescere la consapevolezza sui rischi del virus, le misure preventive e le misure messe in campo da ActionAid;

  •  Offrire supporto volontario alle loro comunità per check medici;

  • Distribuire 300 kit igienico-sanitari e pacchi alimentari, raggiungendo circa 1.600 beneficiari

  • Promuovere una iniziativa di donazione di pacchi alimentari alla popolazione per supportare in quarantena le famiglie più bisognose


Alcuni di questi giovani, insieme allo staff di ActionAid, hanno ricevuto una formazione professionale per la risposta all’emergenza, organizzata dalla Croce Rossa e dalla Sanità nazionale palestinese. ActionAid ha inoltre provveduto a organizzare velocemente la richiesta e fornitura dei kit igienico sanitari, seguendo le misure di prevenzione, e a stoccare in magazzini appositi il materiale. Ha inoltre messo in sicurezza i propri volontari e staff con maschere e uniforme protettive.

I 300 kit distribuiti, contengono i seguenti dispositivi:

  • Una confezione di gel igienizzante

  •  Guanti per le mani

  • Spray per sterilizzare le superfici e i pavimenti

  • Carta igienica

  • Sapone per il lavaggio delle mani


Purtroppo le sfide non finiscono qui per I nostri colleghi e le nostre colleghe. Il protrarsi dell’emergenza implica l’urgente necessità di raccolta fondi per provvedere a ulteriori sfide, in particolare:

  •  Il sistema sanitario nella striscia di Gaza, già molto debole, ha una bassa capacità di verificare con test la diffusione del virus e intervenire per la salvaguardia dei malati;

  • Le misure del distanziamento sociale in essere restringono le possibilità di accesso a materiali igienico sanitari e cibo;

  • La condizione abitativa di molte famiglie palestinesi, che vivono in case piccole ma con numerosi componenti, aumenta il rischio di infezione;

  • L’approssimarsi dell’inizio del mese di Ramadam, che aumenterà il bisogno di pacchi alimentari e maggiori misure precauzionali igienico-sanitarie.


Guarda i video creati da ActionAid Palestina:





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