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Al via la fase sperimentale di un vaccino contro la malaria

19 febbraio 2020
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La malaria è la seconda malattia infettiva più diffusa e pericolosa al mondo, seconda solo alla tubercolosi. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2018 l’infezione, trasmessa dalle punture di zanzara endemiche nelle aree tropicali e subtropicali e a un'altitudine inferiore ai 1800 m, ha contagiato quasi 3 milioni di persone, uccidendone circa quattrocentomila. L’infezione può colpire tutti, ma sono i bambini i soggetti più vulnerabili in questi paesi: pensate che si tratta della prima causa di decesso per i bambini sotto i 5 anni in Kenya e in altri paesi africani.

Una buona notizia però esiste! A partire dallo scorso anno, e in particolare negli ultimi mesi, è partita finalmente una campagna sperimentale di vaccinazioni, coordinata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, per i bambini in Ghana, Kenya e Malawi. Si tratta di un vaccino sperimentale, sviluppato dopo oltre trent’anni di ricerca e approvato dal 2015, che se da una parte non risolve il grave problema sanitario, dall’altra regala una speranza grazie a un tasso di successo di circa il 40%. Si tratta del primo farmaco in grado di aumentare sensibilmente le possibilità di sopravvivere all’infezione, anche più dei medicinali salva-vita. 

Per il momento la campagna di vaccinazione coinvolge i bambini tra i 6 e i 9 mesi in alcuni distretti dei tre paesi, e prevede che, solo in Kenya, vedrà coinvolti circa 120mila bambini ogni anno. Secondo quanto emerso dalle sperimentazioni, il farmaco ha dimostrato di essere efficace su 4 bambini su 10 nell’arco di 4 anni.

Certo, non si può affermare che il vaccino da solo possa essere in grado di risolvere il problema, anche a causa della sua efficacia parziale (comunque la più alta fin’ora), ma se confermerà la propria capacità di impedire ai piccoli di ammalarsi rappresenterà una svolta nella storia della lotta a questa diffusissima malattia.

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