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L’immunità di gregge

29 aprile 2019
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No, non stiamo parlando li pecore e di lupi! Con l’espressione immunità di gregge, o immunità di gruppo, si intende infatti una forma di protezione indiretta che si verifica quando la vaccinazione di una parte della popolazione (o di un allevamento, nel caso di animali) fornisce protezione anche agli individui non vaccinati (come le persone della foto qua sopra proteggono dalla pioggia l'individuo in rosso che non ha ombrello).

Il motivo è semplice. Essere circondati da individui vaccinati e dunque non in grado di trasmettere la malattia è determinante per arrestare la diffusione di una malattia infettiva. E questo protegge anche chi non è vaccinato.

La soglia minima dell’immunità di gregge varia a seconda dell’infezione infatti i vari patogeni hanno differenti indici di contagiosità. Ma per le infezioni più diffuse almeno il 95% della popolazione deve essere vaccinata.

In conclusione, più persone sono vaccinate e minori sono le possibilità che l'agente patogeno in grado di scatenare la malattia riesca a circolare. Ecco perché è importante che l'adesione al vaccino sia massima. Ma attenzione: l'immunità di gregge non funziona per malattie infettive non trasmissibili da uomo a uomo, come per esempio il tetano.

Approfondisci il concetto su Wikipedia, l'encliclopedia libera, o guardando il video della Fondazione Veronesi.

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