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Malattie senza diagnosi

22 gennaio 2018
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Jennifer Brea era una studentessa di dottorato ad Harvard, quando cinque anni fa si è progressivamente ammalata di encefalomielite mialgica, comunemente conosciuta come sindrome da fatica cronica. Una malattia che compromette gravemente le normali attività e, nei giorni peggiori, rende insopportabile persino il fruscio delle lenzuola.



Una malattia misteriosa che ha ridotto le sue capacità fisiche e cognitive, dstruggendo le sue aspirazioni, e rendendole difficile persino tenersi seduta su una sedia a rotelle. Quando i medici le diagnosticarono un disturbo da conversione, Jennifer cominciò a documentare con la telecamera le sue disavventure, e quelle di una intera comunità di pazienti, un mondo nascosto di milioni di persone sparse per il pianeta, confinate in una stanza o in un letto, a causa della ME/CFS.



Dalle prime riprese amatoriali, il suo progetto è cresciuto fino alla realizzazione di un vero e proprio film, intitolato “Unrest“,  che è stato presentato per la prima volta lo scorso anno nell’ambito del Sundance Film Festival.



In questo intenso discorso, Brea descrive gli ostacoli che ha incontrato cercando una cura alla sua condizione, le cui cause profonde e i cui effetti fisici non sono ancora completamente compresi; parla anche della sua missione di documentare in un film le vite dei pazienti che la medicina fatica a curare.

 

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