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Integrazione e sanità

03 dicembre 2018
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Secondo il report Cesvi/ISPI 2018 “Migranti, la sfida per l’integrazione”, è possibile riscontrare una serie di mancanze per l’integrazione anche nei servizi sanitari offerti dallo Stato Italiano. L’Italia garantisce il diritto alla salute dell’individuo come principio costituzionale (articolo 32), ripreso anche nel testo unico sull’immigrazione (D.Lgs. 286/1998, art. 34). L’articolo 35 del testo unico sull’immigrazione prevede inoltre che anche ai cittadini stranieri presenti irregolarmente sul territorio italiano “sono assicurate […] le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, per malattia ed infortunio e sono estesi i programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva”.

Nonostante sia la costituzione che la legislazione garantiscano agli stranieri, sia regolari che irregolari, cure mediche secondo il report segnala che gli stranieri se ne avvalgono in misura minore rispetto ai cittadini italiani per una serie di problematiche. Nello specifico, tratteremo delle problematiche riscontrate dagli stranieri giunta in Italia dal mare. Secondo il report: “ Le tappe del loro percorso migratorio – e in particolare il passaggio dalla Libia – li espongono a un numero di rischi sanitari maggiori, soprattutto dal punto di vista psicologico.” Secondo Medici per i diritti umani (Medu 2017): “ tra il 2014 e il 2017 l’85% dei migranti provenienti dalla Libia è stata vittima di torture e trattamenti inumani, includendo tra questi la detenzione in luoghi sovraffollati e sporchi, la privazione di beni basilari per sopravvivere, violenze, ustioni,
scariche elettriche.”
La maggior parte dei migranti assistiti da Medu “per la riabilitazione delle vittime di violenza e tortura” soffre infatti di disturbo da stress post traumatico (Ptsd), disturbi di depressione e disturbi d’ansia (Fig. 2.16).



Di conseguenza, è molto comune che questi disturbi possano ostacolare il percorso di integrazione. Secondo il report Cesvi/ISPI dunque “Per far sì che chi arriva in Italia riesca ad adattarsi il più presto possibile alla comunità, studiare o lavorare, è essenziale che ottenga un aiuto per affrontare al meglio i traumi subiti.”
Leggi il report completo “Migranti, la sfida per l’integrazione” cliccando sul link qui sotto.

 

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