Diritti Umani in Palestina

12 Dicembre 2022
Il 10 dicembre si celebra la Giornata Mondiale dei Diritti Umani. Questo giorno è l’anniversario dell’adozione ufficiale da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: un documento storico redatto nel 1948 e tradotto in oltre 500 lingue, che proclama i diritti inalienabili di ogni esser umano.

Tuttora purtroppo siamo ben lontani dal raggiungimento di questo obiettivo. Non solo i recenti fatti in Ucraina e in Iran, ma altri esempi di violazione sistematica delle libertà personali, soprattutto per categorie più disagiate come donne e bambini sono numerosi e anche datati, come per esempio, in Palestina.

Nel giugno 1967 Israele ha occupato la Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme Est; aree conosciute oggi come territori palestinesi occupati. L'occupazione è stata condannata dalla comunità internazionale e a Israele è stato chiesto il ritiro dalle aree occupate (Risoluzione 242 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e molte altre che sono seguite).

Dopo mezzo secolo, la Palestina è ancora occupata. Israele ha frammentato la Palestina in aree separate: Gerusalemme Est è stata annessa illegalmente, Gaza è da 10 anni sotto un blocco illegale da terra, mare e aria e oltre la metà della terra palestinese della Cisgiordania è stato confiscata da Israele per la costruzione di insediamenti illegali, zone agricole e industriali, muro di separazione, una vasta rete di strade a uso esclusivo dei coloni, ecc.

ActionAid lavora in Palestina dal 2007, operando a stretto contatto con le comunità più vulnerabili e focalizzandosi in particolare su giovani e donne, che sono gravemente colpite dalla situazione politica.

L'occupazione limita ulteriormente la capacità delle donne di essere più proattive e sfidare le pratiche patriarcali della società palestinese. Ad esempio, i tassi di disoccupazione femminile, a parità di livelli educativi, sono molto superiori rispetto a quelli degli uomini (28,4% contro 19,2%). Le politiche e le pratiche di Israele hanno paralizzato l'economia palestinese, con un conseguente alto livello di disoccupazione, in particolare dei giovani. C’è inoltre una limitata opportunità per i giovani di partecipare ai processi decisionali.

Nei governatorati di Hebron e Betlemme, ad esempio, ActionAid ha coinvolto oltre 5.000 persone di 12 diverse comunità in percorsi di empowerment e formazione. I partecipanti hanno avuto modo di approfondire la loro conoscenza dei diritti umani, sviluppare doti di leadership e comunicazione, nonché di gestione di attività economiche e marketing. E’ stato, inoltre, fornito supporto finanziario alle donne per avviare delle attività produttive e rendersi autonome in una società fortemente patriarcale e aiutato i giovani nella realizzazione dei loro progetti imprenditoriali.

Nella città vecchia di Hebron, dove l’organizzazione della vita è particolarmente complessa ActionAid supporta le attività dello Sharek Center, un centro polifunzionale, dove si svolgono corsi e attività per bambini e giovani.

 
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