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Difendiamo gli orsi marsicani

24 gennaio 2018
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Quella dei tre orsi marsicani morti a metà novembre è senza dubbio una tragedia che dimostra come nella conservazione delle specie in pericolo è sufficiente trascurare anche un solo elemento per rischiare di vanificare anni di sforzi.

Gli orsi marsicani sono una popolazione di orsi rimasta isolata migliaia di anni fa che oggi è considerata in pericolo critico di estinzione nella Lista rossa IUCN: questa sottospecie di piccola taglia e di indole mansueta (le cui possibili cause genetiche sono riportate in questo studio) oggi conta circa 50 individui, tutti concentrati nei Parchi di Abruzzo e Majella.

Gli orsi deceduti, una madre con due cuccioli nati quest'anno, sono annegati all'interno di una vasca per la raccolta dell'acqua piovana, una struttura abusiva in muratura alta 3 metri costruita negli anni '60. Nel 2012 era stata installata una recinzione metallica di protezione, ma nel corso degli anni è stata abbattuta e la vasca è tornata ad essere un pericolo e quella singola vasca è diventata la terza causa di mortalità dell'orso marsicano negli ultimi 25 anni: una struttura artificiale facilmente controllabile ha causato negli ultimi 8 anni la morte di un numero di orsi pari al 10% della popolazione totale della specie.


Fonte: WWF Young

Purtroppo, ad aggravare la faccenda c'è il fatto che l'incidente si inserisce in un contesto di difficile rapporto di questi animali con l'uomo. Secondo il Rapporto Orso Marsicano 2017, infatti, sui circa 40 decessi avvenuti dal 1994 ad oggi di cui sono state accertate le cause soltanto 11 non sono riconducibili all'uomo. Tutti gli altri parlano di arma da fuoco, avvelenamento, incidenti stradali e ferroviari, annegamenti.

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