Seguici su
Agente 0011

Insegnare ai tempi del Coronavirus. Le voci dei docenti

29 aprile 2020
Condividi:
In queste settimane la scuola è chiamata ad affrontare una grande sfida e imparare a muoversi in uno scenario completamente nuovo sia per gli insegnanti che per gli alunni.  Ce lo avete ricordati in tanti e tante docenti, partecipando alla  mappatura dei bisogni avvenuta tramite la compilazione del questionario sulle problematiche e bisogni emersi con la didattica digitale, e con l’interlocuzione diretta con docenti e/o dirigenti che abbiamo quotidianamente nei progetti, in primis Agente0011. 

Abbiamo raccolto circa una 60ina di questionari da tutta Italia e seppur il dato delle scuole che avevano o hanno attivato sistemi di didattica on-line è abbastanza buono (75%), emergono 3 macro aree di riflessione:

  • una debolezza strutturale del sistema relativamente all’insufficienza di dotazioni, forme organizzative e metodologie per conciliare in un modello nuovo la didattica tradizionale e quella a distanza;

  • un’autonomia scolastica e una didattica digitale, vanto del Miur, che rischia di inasprire le diseguaglianze  e di creare differenti opportunità anche in questo frangente: il fenomeno della dispersione digitale risulta onnipresente, almeno 2 casi per classe;

  • l’emersione di casi di eccellenza, docenti e scuole che sin da subito con la loro professionalità e passione per l’educazione e per la loro missione, che si sono attivati per studenti e studentesse.


Ecco i dati più interessanti emersi dall’analisi:

  • Anche lì dove una struttura di didattica digitale è presente, la percentuale di coloro che confermano l’organizzazione di momenti di condivisione vis à vis online, resta bassa (circa il 55%). 

  • Il 70% dei rispondenti segnala la necessità di intervenire corposamente e anche singolarmente sull’adattamento dei contenuti didattici e sulle modalità di interazione nuove con i propri alunni;

  • Il 50% degli intervistati manifesta una difficoltà nel raggiungere tutti e tutte le studenti: per mancanza di strumentazione, mancanza di supporto delle famiglie o disinteresse, per disabilità o Bes.

  • Tutti i docenti coinvolti intravvedono problematiche serie: l’85% l’aumento di difficoltà per le fasce più deboli o a rischio dispersione scolastica, il 53% Ritardi e rincorsa ai programmi e al raggiungimento obiettivi annuali e il 57,4% Difficoltà per la valutazione degli studenti e delle studentesse e mancanza di linee guida chiare.

  • Sino al termine dell’emergenza, i docenti richiedono principalmente alle associazioni del Terzo Settore: un supporto allo svolgimento della didattica digitale (44%), contenuti e attività adattate al contesto emergenziale per stimolare gli e le studenti (63%), formazioni on-line di approfondimento contenuti o di scambio di esperienze (46%).

  • Interessanti le priorità invece richieste per il post-emergenza Covid19, che principalmente vertono in ordine di priorità su: supporto a famiglie o ai singoli minori “fragili” (68%), supporto invece ai docenti per la formazione e la didattica on-line in ottica del futuro (40%) e supporto in richieste specifiche/Linee guida chiare  al Miur (40%). 


Per quanto riguarda Agente0011, il 71% ci conferma di averlo inserito nella didattica online quotidiana e il 74% che alcune missioni sono direttamente svolte dai singoli studenti e studentesse. Il 77% conferma che anche in questo frangente, Agente0011 permette di tenere attive le classi e raggiungere gli obiettivi annuali, è sempre un valore aggiunto. Il 60% ci ha richiesto l’adattamento missioni al contesto casalingo e il 30% Dei video di persone di staff di incoraggiamento alle classi e dei webinair di confronto. 

Per questo motivo abbiamo anche riattivato la pagina Instagram #Agente0011 con attività e contenuti quotidiani, in modo tale che studenti e studentesse possano usufruirne direttamente!

Concludiamo questa panoramica di risultati con un’intervista direttamente a Chiara, docente di scienze e matematica nonché responsabile di plesso nella scuola secondaria di primo grado di Pinerolo (Torino) e coordinatrice del team Obiettivi Futuri di Agente001, cui abbiamo chiesto come sta vivendo questo periodo.

Le persone stanno seguendo le regole scrupolosamente anche se per alcuni, in un primo momento, è stato difficile. Abbiamo organizzato la didattica a distanza, dapprima attraverso il registro elettronico e poi attraverso Google classroom. La nostra scuola aveva già un account per Google education e molti docenti dell’istituto avevano seguito durante lo scorso anno un corso per l’uso della piattaforma. Non è stato facile ma, dopo il primo smarrimento, ora le famiglie e gli alunni si stanno abituando alla nuova modalità. L’organizzazione delle lezioni non è affatto semplice e le difficoltà possono essere molteplici: dalla connessione non sempre costante che penalizza la qualità delle lezioni al dover modificare la didattica in tempi record. Inoltre, può essere un problema “la richiesta del numero di dispositivi per famiglia. Io ho tre figli, di cui due alle superiori, che sono connessi dalle 8 del mattino almeno fino alle 14, il terzo ha anche videolezioni e poi ci sono io che devo fare le mie. Questo significa quadruplicare i device. C’è inoltre il rischio di perdere una parte di alunni e quindi la scuola diventa esclusiva. Si perdono quegli alunni che non hanno un contesto famigliare di supporto”.

ActionAid ha il piacere di collaborare con Chiara da qualche anno, da quando, con le sue classi, partecipa ad “Agente 0011”.

Anche il ruolo delle associazioni del terzo settore è importante in questo momento perché ci stanno fornendo delle attività di didattica innovativa e non formale da proporre agli alunni. Agente0011, ad esempio, è uno stimolo per i ragazzi ad approfondire anche argomenti diversi e a usare le tecnologie in modo costruttivo, anche se inevitabilmente manca la dimensione dell’attività di gruppo”.

Quando le chiediamo cosa le manca più di tutto in questo momento e quali saranno le priorità una volta che si potrà ritornare a scuola non ha dubbi.
Il recupero della didattica laboratoriale, la dimensione dell’imparare facendo, ma con il confronto diretto. Questa insieme alla trasmissione non verbale è ciò che mi manca di più in questo momento. Il docente non è un semplice propinatore di nozioni, ma è dall’interazione con la classe che nasce l’apprendimento. È un momento difficile per tutti, ma dobbiamo prenderlo anche come un’opportunità. Da questo periodo non si tornerà completamente indietro, si scopriranno potenzialità anche in questa didattica, che però non cancellerà mai l’importanza dei rapporti umani”.

Grazie a Chiara e a tutto il corpo docente italiano che anche in questa situazione di emergenza dimostra sempre la passione per la missione dell’educazione. Noi di Agente0011 siamo al vostro fianco!

Ricerca

join the community