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Yemen: crescono i casi di Covid-19 in un Paese già dilaniato da guerra, fame e malattie

02 luglio 2020
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Da quando è stato accertato il primo caso di Covid-19 in Yemen, lo scorso aprile, i contagi confermati dalle autorità sanitarie del Paese sono saliti a più di millecon quasi trecento decessi. Come è lecito aspettarsi in un Paese come lo Yemen, che versa in una situazione estremamente difficile sotto numerosi punti di vista, le previsioni per il futuro sono tutt’altro che incoraggiantiSe il numero ufficiale di contagi appare infatti relativamente basso (e decisamente inverosimile, considerate la precarietà del sistema sanitario nazionale e l’impossibilità di rispettare il distanziamento sociale)esso è comunque in costante crescita, tanto che alcune stime prevedono che il virus potrebbe costare la vita a più di 40'000 persone.  

Tuttavia, il Covid-19 non è l’unica battaglia che il Paese si trova a dover combattereIl virus si va infatti ad aggiungere alla lunga lista di problematiche che affliggono il Paese, continuamente tormentato da guerre, fame ed epidemie. 

Da ormai cinque anni infuria una violenta guerra civile tra la coalizione che unisce i ribelli Houthi e il governo dell’ex presidente Saleh, a guida rispettivamente irachena e saudita, e le forze del governo di Hadi, con sede nella città di Aden. Proprio tale guerra, che dal 2015 ha causato decine di migliaia vittime, ha fatto sì nello Yemen si verificasse la peggiore crisi umanitaria attualmente in corso nel mondo. Un rapporto pubblicato lo scorso anno dal programma dell’ONU per lo sviluppo (UNDP) mostra infatti che il 65% della popolazione yemenita può essere classificato come “estremamente povero e, sempre secondo l’ONU, sarebbero oltre 24 milioni le persone totalmente dipendenti dagli aiuti internazionali, mentre ammonterebbero a 2 milioni i bambini che soffrono di denutrizione. 

La guerra civile e la fame hanno inoltre facilitato la diffusione di numerose malattie endemichetra cui la febbre dengue e il colera, che si stima infettino migliaia di persone ogni giorno, soprattutto bambini. Queste malattie, che dall’inizio della guerra hanno causato milioni di contagi, hanno pesantemente indebolito il sistema sanitario del Paese, che ora si trova a dover affrontare un’ulteriore sfida, quella del Covid-19.  

In un simile contesto, che richiede uno sforzo congiunto da parte della comunità internazionale per fornire l’assistenza necessaria alla popolazione, gli aiuti non sembrano essere abbastanza. Si è infatti rivelato deludente il risultato del summit tenuto lo scorso 2 giugno dalle Nazioni Unite, durante il quale si è deciso di stanziare 1,3 miliardi di dollari a fronte dei 3,4 necessari per coprire le spese degli aiuti nei prossimi mesi. 

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