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Plastica: ne abbiamo creato oceani e continenti

03 luglio 2020
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Con l’arrivo dell’estate molti fortunati tra voi potranno finalmente andare al mare. A tutti sarà capitato almeno una volta di imbattersi in mozziconi di sigarette o altri rifiuti lasciati da altre persone sulla spiaggia e di stendere il proprio asciugamano in un altro posto; oppure di spaventarsi in acqua, sentendosi toccare una spalla da quella che poi si è rivelata “solo” una bottiglietta di plastica galleggiante. 

Tuttavia, per quanto possiamo sforzarci di non vedere quello che sta succedendo ai nostri mari e ai nostri oceani, con il passare del tempo diventa sempre più difficile. Più la situazione peggiora e più ci rendiamo conto di quanto siano devastanti le conseguenze di azioni umane come gettare rifiuti in mare di proposito o accidentalmente. Il caso più eclatante di accumulo di questi materiali è il continente, detto anche “isola di plastica, che si trova nell’Oceano Pacifico. Non sono solo questi giganteschi accumuli a farci paura, ma anche le reti e le buste che feriscono, intrappolano o uccidono gli animali; le particelle microscopiche, chiamate “microplastiche” che anche noi ingeriamo. 

Alcuni casi sono diventati molto famosi e sono stati riportati dalla stampa con toni divertiti o misteriosi. È avvenuto, ad esempio, per la spiaggia francese in cui continuavano ad essere depositati dalle onde centinaia di telefoni a forma di gatto Garfield. Celebre è anche il caso delle paperelle di gomma che hanno girato il mondo a causa delle correnti oceaniche. In entrambi i casi questi oggetti erano stati dispersi in mare dopo il naufragio dei container in cui erano stati stivati per il trasporto. Per quanto queste storie possano sembrare buffe possano incuriosirci, dobbiamo riflettere su quanto le loro conseguenze siano tristi e su come alla fine di qualsiasi intrigante indagine i colpevoli siano sempre delle persone. 

Il primo traguardo dell’obiettivo 14 dell’agenda 2030 è la riduzione dell’inquinamento marino derivato da attività umane e anche noi nel nostro piccolo possiamo fare grandi cose per raggiungerlo: scegliere meno prodotti usa-e-getta, mettere nei cestini i rifiuti che troviamo, utilizzare prodotti biodegradabili e tanto altro ancora. 

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