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Il Tabù delle Mestruazioni: parliamone!

30 luglio 2020
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[Versione Italiana] 

Spesso incomprese e stigmatizzate le mestruazioni sono un evento fisiologico ricorrente nella vita di ogni ragazza e donna. Questo fenomeno, con il quale l’utero espelle sangue e tessuti attraverso la vagina, è una componente vitale del ciclo riproduttivo. Eppure, nonostante la sua importanza, milioni di donne e ragazze sperimentano regolarmente vergogna, imbarazzo e stigma riguardo a ciò che sembra essere uno dei più grandi e antichi argomenti tabù in molti paesi e culture. 

Problemi di salute, inaccessibilità a prodotti sanitari e per l’igiene personale, mancanza di disponibilità di acqua corrente, bagni puliti o separati per ragazze e donne a scuola, al lavoro oppure in luoghi pubblici, ridotta presenza a scuola o al lavoro e mancanza di istruzione e consapevolezza sono tra le sfide più comuni affrontate nel mondo, specialmente in contesti in via di sviluppo.  

In particolare, non poter accedere a prodotti per l’igiene mestruale a causa di condizioni di povertà estrema, la non disponibilità o non consapevolezza riguardo la loro esistenza, forzano molte donne e ragazze ad improvvisare utilizzando materiali non igienici come stracci, gonne di pelle di capra o sterco di vacca essiccato, che potrebbero causare infezioni o disordini, incidendo direttamente sulla fertilità. Inoltre, l’abbandono scolastico o lavorativo durante i giorni del ciclo mestruale rinforzano direttamente la discriminazione di genere, escludendo le donne dalla partecipazione alle attività economiche. 

Anche in paesi come l’Italia, dove in media vi è una maggiore consapevolezza sulle mestruazioni e quasi totale accessibilità a prodotti per l’igiene mestruale come assorbenti, tamponi e coppette mestruali e accesso a luoghi per lavarsi, molte sfide persistono. 

Durante questi tempi di emergenza della pandemia COVID-19 è stato stimato che circa il 70% del personale sanitario in prima linea è donna. Per questa ragione è fondamentale ricordarsi che il ciclo mestruale non si ferma a causa di una pandemia, creando ulteriori problemi di accesso a servizi e prodotti per l’igiene intima. 

Antiche credenze e tabù 

I tabù e i miti socio-culturali che circondano le mestruazioni sono presenti in molte società, con il risultato di una discriminazione o esclusione delle donne e ragazze relativa ai giorni del mestruo, soprattutto in paesi in via di sviluppo dove le sfide sulla gestione dell’igiene mestruale sono maggiori. 

Fin dall’antichità le mestruazioni, in particolare il sangue mestruale, ha avuto una connotazione negativa spesso associato spiriti maligni ed impurità, avendo quindi un terribile impatto sulla salute, sullo stato emotivo e sullo stile di vita di donne e ragazze. Alcune credenze sono comuni a molte culture, mentre altre sono legate più ad aspetti religiosi. 

 

Ad esempio, nella fede induista alle donne mestruate, considerate “impure”, non è permesso fare il bagno o prendersi cura della propria igiene intima utilizzando acqua in quanto le risorse idriche sono considerate una manifestazione fisica delle divinità e, in quanto tali, non devono essere contaminate. O ancora, alle donne mestruate non è permesso toccare gli animali come le vacche (sacre) in quanto si ritiene possano diventare sterili e, se gravide, subire un aborto.  

In altre culture come il Suriname si crede che il sangue mestruale sia utilizzato per praticare “magia nera” (wisi) e imporre la volontà di una donna ad un uomo. Altre restrizioni comune includono il non poter entrare in cucina e cucinare/toccare il cibo perché potrebbe contaminarsi, non avere il permesso di offrire preghiere, toccare testi sacri, o visitare luoghi di culto e, in alcuni casi, vi sono restrizioni sull’alimentazione. 

 

Nepal  

All’interno del sub-continente Indiano, il Nepal è teatro di una pratica nociva per la salute delle donne e della ragazze, conosciuta come Chhaupadi, nella quale duranti i giorni del mestruo vengono esiliate dalle loro comunità e abitazioni e costrette a vivere da sole in piccole capanne fatte di sterco di vacca, lasciandole esposte a situazioni sanitarie e di sicurezza pericolose per la loro vita. Oggigiorno, nonostante il governo Nepalese abbia riconosciuto l’illegalità della pratica del Chhaupadi, vi è ancora moltissima strada da fare per sradicare questa pratica che ha profonde radici culturali. 

Si stanno compiendo moltissimi sforzi internazionali e nazionali per affrontare questa pericolosa pratica come ci spiega Tirtharaj Koirala, Coordinatore di Programma per Youth Advocacy Nepal (YAN), una ONG che lavora per promuovere e proteggere i diritti umani fondamentali delle e dei giovani Nepalesi attraverso campagne di sensibilizzazione, advocacy e attivismo.  

Ad YAN (partner di ActionAid Nepal), Tirtharaj, laureato in Salute Pubblica, ha lavorato sulla sensibilizzazione e promozione di pratiche di igiene personale attraverso la campagna “il Nostro Assorbente” mirata ai giovani di alcune comunità locali. Inoltre, sottolinea le opportunità socio-economiche per le donne derivanti dalla produzione di assorbenti riutilizzabili come attività addizionale di generazione di reddito. 

Secondo lui è fondamentale anche che ragazzi e giovani uomini vengano coinvolti appieno nel dialogo sulle mestruazioni e svolgano un ruolo attivo nelle attività di sensibilizzazione della popolazione perché “le mestruazioni non riguardano semplicemente gli individui ma l’intero ciclo di vita umano”. 

Guardate il video di Tirtharaj e delle attività di YAN qui! 



[English Version] 

The Menstruation Taboo: Let’s Talk About It! 

Often misunderstood and stigmatised menstruation is a crucial recurrent physiological event in every girl and woman’s life. This phenomenon, by which the uterus sheds blood and tissues through the vagina, is a vital component of the reproductive cycle. And yet, despite its importance, millions of females regularly experience shame, embarrassment and stigma about what seems to be one of the biggest taboos topics across cultures and countries. 

Health issues, inaccessibility to sanitary and menstrual hygiene products, lack of running water availability, clean toilets or separate facilities for women and girls in schools, at the workplace or in public places, reduced school and job attendance and lack of education are among the most common challenges faced across the world, especially in developing contexts 

In particular, not being able to access menstrual hygiene products due to extreme poverty conditions, non availability or lack of awareness about their existence, force many women and girls to improvise using unhygienic materials such as cloths, goatskin skirts, cow patties, which could cause infections or disorders that could directly affect fertility.  

Furthermore, drop-outs in school and job attendance directly reinforce gender-based discrimination by excluding women from participation in economic activities. 

Even in countries like Italy, where on average there is much more awareness on menstruation and almost fully accessibility to menstrual hygiene products such as sanitary pads, tampons and menstrual cups and washing facilities, challenges persists.  

During these times of COVID-19 pandemic it is estimated that worldwide around 70% of the health workforce is female. For this reason, it is important to remember that periods don’t stop because of it, creating even bigger challenges to access menstrual health supplies and services. 

Ancient beliefs and taboos  

Socio-cultural taboos and myths surrounding menstruation are present in many societies, resulting in menstruation-related exclusion or discrimination, especially in developing countries where challenges related to menstruation hygiene management are heightened.  

Since ancient times menstruation, and particularly menstrual blood, has had a negative connotation being associated with evil spirits and impurity, thereby having a terrible impact on women and young girls’ health, emotional state, mentality and lifestyle. Some beliefs are common to many cultures, whilst others are mostly linked to religions. 

For instance, in the Hindu faith women, believed to be “impure” while menstruating, are not allowed to take a bath or take care of their personal hygiene using water as water sources are considered physical manifestation of Hindu deities, thus not to be contaminated. Or again, women are not allowed to touch animals such as cows as they could become infertile and, if pregnant, get an abortion. In some other cultures like Suriname, it is believed that menstrual blood can be used to practice “black magic” (wisi) and impose a woman’s will on a man. 

Other common restrictions include not entering the kitchen and cooking/touching food as it could get contaminated, not being allowed to offering prayers, touching holy books, or visiting religious places and, in some cases, there are also specific dietary restrictions. 

Nepal 

Within the Indian sub-continent, Nepal is home to a harmful practice called Chhaupadi, whereby menstruated girls and women are exiled away from their communities and their family houses and forced to live alone in the huts and cow-mud sheds for the whole menstruating period. This has social, cultural but also health-related implications, leaving them exposed to life-threatening events. Nowadays, although the Nepalese Government has recognised Chhaupadi as illegal, there is still a long way to go since this practice is deeply rooted in the culture. 

Many international and national efforts are being undertaken to tackle this harmful practise as explained by Tirtharaj Koirala, Programme Coordinator at Youth Advocacy Nepal (YAN), a movement-based NGO working to promote and protect fundamental human rights through policy advocacy and campaigning. 

 At YAN (partner with ActionAid Nepal), Tirtharaj, a public health graduate, has been working on awareness raising and promotion of menstrual hygiene practices through a campaign called “Our Pad” targeting young people of local communities 

He highlights also the socio-economic opportunities for women arising from the production of reusable sanitary pads as additional income generating activity. 

According to him, it is crucial that boys and young men are also fully involved and engaged in the dialogue around menstruation and take an active role in raising awareness activities because “menstruation is not just related to individuals but it’s related to the whole human life cycle”. 

Watch the video where he explains YAN’s activities above! 

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