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#Goodnews del Lunedì – Dominica: un’isola a prova di urgano

13 luglio 2020
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Oggigiorno, gli effetti dell’innalzamento medio delle temperature globali e l’intensificazione degli eventi meteorologici estremi sono sotto gli occhi di tutti. Gli impatti dei cambiamenti climatici sono molto diversi a seconda del luogo in cui ci si trova. Sfortunatamente, le conseguenze più devastanti si verificano in paesi che quasi per nulla sono responsabili del contributo alle emissioni di gas serra globali, la causa scatenante di fenomeni intensi come gli uragani, le forti tempeste, i cicloni e i tifoni. 

Tra questi paesi vi sono anche le isole dei Caraibi, soprattutto quelle situate nella cosiddetta “cintura degli uragani”. Gli abitanti di queste isole si trovano spesso a fare i conti con il passaggio di violente tempeste e uragani che spazzano via tutto ciò che incontrano e, inevitabilmente, ogni volta devono ricostruire da capo le loro case, le infrastrutture e il sistema di produzione alimentare. Il National Geographic riporta che, dopo il passaggio dell’Urgano Maria nel 2017, uno di questi paesi ha preso un’importante decisione: tutto ciò che verrà ricostruito sarà necessariamente a prova di urgano 



La Dominica, un piccola isola caraibica di origine vulcanica situata nelle Piccole Antille tra Guadalupa e Martinica, che vive principalmente di turismo ed esportazioni agricolenegli ultimi anni si è vista distruggere un’enorme parte dei guadagni delle attività economiche dagli uragani e dalle tempeste. 

Il Primo Ministro dell’isola, Roosevelt Skerrit,  ha dichiarato che mentre prima il paese si preparava ad affrontare in media una singola grande tempesta all’anno, ora ci sono migliaia di tempeste che si intensificano molto più rapidamente, a causa del surriscaldamento delle acque oceaniche dell’Atlantico. 

Per queste ragioni, Dominica ha così deciso di investire sulla propria Resilienza Climatica, puntando non solo alla costruzione di nuovi edifici rigorosamente a prova di uragano, ma anche a diversificare la propria economia creando un sistema agricolo a filiera corta, i cui alimenti sono prodotti e consumati localmente e non orientato esclusivamente all’esportazione di banane. 

Tra gli investimenti più rilevanti vi è quello nel settore turistico, il fiore all’occhiello dell’economia Dominicana, sviluppando proposte turistiche mirate a persone con possibilità economiche medio - alte che decidano di trascorrere in quest’isola paradisiaca le loro vacanze. Infatti, l’isola possiede una natura unica e rigogliosa composta da foreste tropicali, vulcani, cascate, barriere coralline e animali particolari.  

Nel 2018 è stato approvato il Climate Resilient Actovvero la legge sulla Resilienza Climatica, ed è stata creata una nuova agenzia governativa, la CREAD (Climate Resilience Execution Agency of Dominica) con lo scopo di rendere il sistema di infrastrutture, servizi, e di produzione agricola a prova di uragano. Un’importante parte di questa visione resiliente riguarda anche il bando della plastica sull’isola. 

La resilienza però non è solo concepita per l’infrastruttura, ma anche e soprattutto per gli abitanti stessi dell’isola. Si sta infatti sviluppando una nuova coscienza collettiva, riconoscendo il fatto che si dovrà necessariamente convivere con questi eventi estremi che si verificheranno sempre più. 

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