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Educazione – priorità dell’Agenda 2030 e dell’Italia

23 giugno 2020
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Dopo la lunga fase emergenziale legata all'emergenza Covid-19, che dura ormai da quasi 4 mesi, piano piano (quasi) tutto sta tornando alla normalità. Ma è giusto sottolineare questo "quasi", per non dimenticare che il mondo della Scuola è stato tra quelli che ha subito il contraccolpo più intenso della pandemia. Nei mesi di chiusura totale delle attività didattiche tradizionali, infatti, in tutto il mondo sono stati 1 miliardo e 650 milioni i/le bambini/e e i/le ragazzi/e che hanno vissuto l'interruzione delle normali attività scolastiche. In Italia sono 9,8 milioni, il 16,8% della popolazione. Per questo motivo, nella fase di ripresa in cui ci troviamo adesso e per i prossimi mesi, è fondamentale ripartire dall'educazione e dai diritti delle prossime generazioni se vogliamo garantire al paese una vera e solida ripartenza.

Sì, perché non ci si deve dimenticare che è necessario mettere al centro del pensiero e dell'azione politica investimenti e politiche rivolte a coloro che rappresentano il presente e il futuro del nostro paese, a cui sono legate le opportunità di sviluppo sia civico che economico della collettività. Durante i mesi di lockdown milioni di studenti e studentesse, e di conseguenza anche le loro famiglie, oltre alla crisi economica hanno dovuto fronteggiare una crisi educativa, in un paese che già in condizioni "normali" presentava già dati non rassicuranti (per non dire allarmanti) sulle disuguaglianze e le opportunità di crescita, apprendimento e sviluppo. Basti pensare che oltre un milione di minorenni (11,4% della fascia d'età, dati del 2019) vivono in Italia in condizioni di povertà assoluta, il 14,5% degli e delle adolescenti abbandona la scuola, il 12,3% dei ragazzi/e tra 6-17 anni vive in case prive di strumenti informatici, pc o tablet, il 10,5% dei ragazzi/e tra 15 e 19 anni non è occupato e non è inserito in un percorso di formazione. E' chiaro che alla luce di queste condizioni, la Scuola non può vedersi proporre delle semplici misure di contenimento, bensì vi è una necessità urgente di interventi seri, strutturati e lungimiranti.

EducAzioni: cinque passi contro la povertà educativa per chiedere "priorità alla scuola"!

L'origine della situazione emergenziale è stata acuita dalla pandemia, ma le sue origini sono più lontane. Per questo serve un forte segno di discontinuità dopo decenni di investimenti limitati su istruzione e politiche per l’infanzia e l’adolescenza, con l'obiettivo di rilanciare veramente il futuro del Paese, in coerenza con l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell'Onu, sottoscritta da 193 Paesi inclusa l’Italia. Per questo nove reti di organizzazioni impegnate nel campo dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che comprendono centinaia di realtà del terzo settore, dell’associazionismo civile, professionale e del sindacato, hanno chiesto di aprire un’interlocuzione con il Governo, presentando un programma di cinque punti fondamentali da cui ripartire per il rilancio della Scuola.

Il documento (qui in versione integrale) presentato dalle parti sociali al Governo si chiama “educAzioni: cinque passi per contrastare la povertà educativa e promuovere i diritti delle bambine, dei bambini e degli e delle adolescenti”, e si articola su cinque priorità:

  • l’attivazione, a partire dai territori più svantaggiati, dei Poli educativi 0-6 anni, sotto il coordinamento del Ministero dell’Istruzione, con garanzia di accesso gratuito per le famiglie in difficoltà economica;

  • la costruzione di patti educativi territoriali per coordinare l’offerta educativa curriculare con quella extracurriculare, mantenendo le scuole aperte tutto il giorno, coordinati e promossi dagli enti locali, in collaborazione con le scuole e il civismo attivo;

  • la possibilità di raggiungere i più colpiti dal black out educativo a partire dall’estate, con una offerta educativa personalizzata, da proseguire alla ripresa delle scuole, con un’attenzione speciale al benessere psicologico, alle necessità degli alunni disabili e agli adolescenti usciti dal circuito scolastico;

  • l’allocazione del 15% del totale degli investimenti per il superamento della crisi in educazione per dotare le scuole delle risorse necessarie, migliorare la qualità dell’istruzione rendendola più equa e incisiva, contrastare la povertà educativa e la dispersione;

  • la definizione di un piano strategico nazionale sull'infanzia e sull'adolescenza, con obiettivi chiari e sistemi di monitoraggio, per promuovere il rilancio diffuso delle infrastrutture sociali e educative.


Le reti firmatarie: Alleanza per l’Infanzia, Appello della Società Civile per la ricostruzione di un welfare a misura di tutte le persone e dei territori, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – ASviS, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza – CNCA, Forum Disuguaglianze e Diversità – ForumDD, Forum Education, #GiustaItalia Patto per la Ripartenza, Gruppo CRC, Tavolo Saltamuri.

 

PRIORITA’ ALLA SCUOLA E ACTIONAID

A sostegno di un impegno del Governo che veda la Scuola protagonista del rilancio del Paese dopo l'emergenza, il comitato Priorità alla scuola ha invece promosso l’organizzazione in diverse città italiane di un’ampia mobilitazione in presenza il 25 giugno, a partire dalle 18, nel rispetto delle norme attuali di distanziamento

Più di 60 città e di 50 organizzazioni della società civile hanno aderito. La Conferenza Stato-regioni si riunirà a Roma lo stesso giorno, per approvare le linee guida rese note il 23 giugno nella bozza «Piano scuola 2020-2021» e troverà in piazza genitori, insegnanti e studenti che contesteranno il documento in sessanta città di tutto il paese.

Il comitato nasce ad aprile su azione spontanea di singoli genitori, docenti, esperti, con una lettera al Ministro per sollecitare l’urgenza di attenzione alla scuola. I punti intorno ai quali si muove, sono legati prettamente alla riapertura a settembre e la rivalorizzazione della scuola come luogo di apprendimento e di cittadinanza:

Il Comitato chiede:

  1. risorse straordinarie;

  2. personale docente e Ata adeguato alle esigenze della scuola;

  3. assunzione dei docenti precari dalle graduatorie provinciali;

  4. che i Comuni e le Province trovino spazi per tutte le scuole di ogni ordine e grado;

  5. investimenti strutturali per l’edilizia scolastica;

  6. prevenzione sanitaria nelle scuole


Il Comitato è contro:

  1. la riduzione del tempo scuola;

  2. esternalizzazioni (tutto lavoro precario) per completare il tempo scuola;

  3. le ore di 40 min;

  4. la DAD come parte strutturale dell’orario di scuola


ActionAid Italia aderisce e sarà fisicamente in piazza a supporto delle richieste di docenti, studenti e studentesse e cittadinanza intera. Sulla pagina https://www.facebook.com/prioritaallascuola sono indicati i vari presidi locali e i contatti da prendere per coordinarsi. Da Milano, Aosta, Varese, Modena, Mantova, Roma, Frosinone, Palermo, Bari, Taranto…raggiungete i promotori anche voi!

SPAZIO PER LA SCUOLA, SPAZIO ALLA SCUOLA: ORA O MAI PIÙ!

 

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