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Donne nella Scienza

09 luglio 2020
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Sicuramente molti di voi avranno sentito parlare di Rita Levi Montalcini o di Marie Curie. La prima vinse un premio Nobel per la medicina e la seconda ben due, uno per la chimica ed un altro per la fisica. Risultati come questi potrebbero farvi pensare che le donne abbiamo la possibilità di fare qualsiasi cosa nel campo scientifico, ma la realtà è molto più complessa. Anche restando nella storia del Nobel, di più di 600 premi assegnati nelle scienze, nel 2019 solo 20 erano stati vinti da donne. 

Questo non deve portarci a pensare che ci siano materie in cui gli uomini sono più bravi delle donne e viceversa. Sono proprio questi stereotipi che inducono le persone fin da bambine a rinunciare ad un percorso di studi o ad una carriera in un ambito piuttosto che in un altro. Studi dimostrano che già alle elementari le bambine credono che i bambini siano più bravi in matematicaQuesta credenza si trasmette con la cultura ed influisce sul numero di donne che cercano di farsi strada nel mondo scientifico. 

Prende il nome di leaking pipeline (tubo che perde) il fenomeno per cui il numero di donne diminuisce sempre di più man mano che consideriamo un livello di carriera più alto, soprattutto nelle materie definite dall’acronimo STEM (science, technology, engineering and mathematics)già in numero inferiore nella scelta di un diploma scientifico, diminuiscono ancora nelle lauree e ancora di più ai piani più alti del mondo accademico e lavorativo. 

Sebbene il numero esiguo di donne nelle scienze possa sembrare una conseguenza di tutto questo, in realtà è anche una causa della rinuncia femminile a queste materie. Ci sono pochi modelli di ruolo (cioè donne che hanno ottenuto grandi risultati) a rendere realistici i sogni delle più giovani. Inoltre, studi dimostrano che l’essere pochi membri di un gruppo (per esempio ragazze) in un ambiente in cui ci sono molti membri di un altro gruppo (ad esempio ragazzi) induce a pensare che il gruppo in minoranza sia inferiore nelle attività che andranno svolte. Questo provoca un circolo vizioso che rende difficile, ma non impossibile, migliorare la condizione delle donne nel campo scientifico. 

Gli obiettivi 4 e 5 dell’agenda 2030 sono indirizzati rispettivamente all’istruzione di qualità e alla parità di genere. Nel pensare a come garantire maggiori opportunità alle bambine, è necessario considerare come l’istruzione delle discipline scolastiche debba andare di pari passo con la consapevolezza e la lotta agli stereotipi legati al genere. 

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