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Diritti e uguaglianza: il problema del lavoro minorile

16 giugno 2020
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Il 12 giugno è stata la Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorileil cui obiettivo è quello di mantenere alta l’attenzione su un problema che ancora oggi coinvolge 1 bambino su 10 nel mondo. Prima di considerare un po’ più nel dettaglio la situazione è bene però ricordare cosa si intenda per «lavoro minorile». Non tutto il lavoro svolto da bambini e bambine rientra, infatti, nella classificazione: la partecipazione a lavori che non danneggiano la salute o lo sviluppo personale e che non interferiscono con la scuola può essere considerata anche come positiva per l’educazione. L’International Labour Organization definisce invece «lavoro minorile» una condizione che priva i bambini della loro infanzia, del loro potenziale e della loro dignità, risultando dannoso e pericoloso per lo sviluppo fisico, mentale, sociale e morale. La condizione lavorativa minorile interferisce con l’educazione scolastica, impedisce la frequenza delle lezioni e obbliga i bambini a lasciare la scuola prematuramente. Nelle peggiori forme di sfruttamento i bambini vivono in schiavitù, separati dalle loro famiglie, costretti in condizioni precarie ed esposti  a situazioni molto pericolose. Potete trovare alcuni dati seguendo questo link  

Ad oggi nel mondo i bambini sfruttati sono almeno 150 milioni, la maggior parte di essi è costretto a lavorare nei campialtri lavorano nel settore delle industrie (per lo più miniere) e dei servizi, senza tutele né diritti. Questo articolo può aiutarvi a comprendere il fenomeno. 

La storia di Iqbal Masih è diventata il simbolo della lotta contro il lavoro minorile e l’emblema della battaglia per i diritti dei bambini. Se non conoscete la sua storia potete trovare alcune informazioni utili qui o qui. In particolare è rimasta famosa una frase che il giovane attivista pakistano ha pronunciato durante una conferenza mondiale sull’infanzia, svoltasi a Stoccolma nel 1994: «Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro. Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite». 

L’educazione scolastica è sicuramente uno dei fattori che potrebbe aiutare a combattere il lavoro minorile: la possibilità di ricevere un’offerta educativa di qualità, ma anche rapida e flessibile, può essere il primo passo verso l’alfabetizzazione e l’emancipazione per molti bambini sfruttati. Il quarto obiettivo degli SDGS si impegna a garantire entro il 2030 un'educazione primaria e secondaria completamente libera, paritaria e di qualità per tutti: perseguire questo progetto non può che andare di pari passo con la lotta allo sfruttamento del lavoro di bambine e bambini.   

Fonti:  

https://www.ilo.org/ipec/facts/lang--en/index.htm 

https://www.ilo.org/ipec/Action/Education/lang--en/index.htm 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/10/lavoro-minorile-ancora-152-milioni-di-bambini-vittime-di-sfruttamento-in-italia-500-casi-negli-ultimi-due-anni/5245638/  

 

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